Hypo Bank coinvolta nel contrabbando di armi nella guerra della ex Jugoslavia?
Tamara Mikic
24.08.2010
Il caso Hypo Bank è ormai esploso sui media austriaci e croati, che hanno pubblicato per la prima volta gli elementi di prova che dimostrano che la Hypo Alpe Adria Group è associato a gruppi criminali che gestiscono in Croazia&nb ...
EU o BU: il futuro dei Balcani
Biljana Vukicevic
Il piano di integrazione dei Paesi Balcanici sta mostrando pian piano  il suo vero volto.  Quello che è stato  analizzato anche da parte di prestigiosi media ed  istituti ed Agenzie d`intelli...

Serbia e Croazia si scontrano sulle proprietà dell'eredità jugoslava
Tamara Milkic
La causa sollevata dalla società croata "INA" contro la Serbia, per rivendicare la proprietà dei beni della "Beopetrol" privatizzata da Belgrado mediante la vendita alla russa Lukoil, ...
Politica
Mentre l'ex Vice Primo Ministro e Ministro dell'Economia Damir Polancec aspetta l'esito della vicenda "Spice", vengono portati alla luce nuovi dettagli sul rilevamento delle azioni della Podravka da parte di diverse grandi aziende. In realtà, se Podravka non restituirà il suo debito di 34,2 milioni di euro entro il 30 settembre, potrebbe facilmente accadere che la compagnia petrolifera ungherese MOL diventi proprietario di maggioranza della società di Koprivnica. Il quotidiano "Jutarnji list" scrive che proprio Polancec ha chiesto a MOL di contribuire al finanziamento dell'acquisto del 10,6 per cento delle azioni proprie della Podravka da parte delle società Fna Ami di Malta. Finora, il ruolo di Polancec nell'affare sembra essere sono frutto di speculazioni, ma "Jutarnji list" sostiene che tutta la storia è stata confermata dai responsabili della società ungherese.
Politica
Si è tenuta a Spalato la prima sessione congiunta interministeriale tra il Governo della Croazia e il Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina, che ha visto il confronto delle due delegazioni guidate dal Premier Jadranka Kosor e dal suo omologo Nikola Spiric. Al termine dell'incontro, è stato siglato un accordo sulla cooperazione di polizia nella lotta alla criminalità transfrontaliera, da parte del Direttore del Dipartimento per l'Integrazione europea e le relazioni internazionali del Ministero degli Affari Interni croato, Filip Dragovic, e dal Vice Ministro della sicurezza bosniaco, Mijo Kresic. Inoltre è stato siglato un accordo di cooperazione tra i governi in materia di condivisione dell'informazione e della comunicazione elettronica firmato dal Ministro del Mare, Trasporti e delle Infrastrutture croato, Bozidar Kalmeta e dal Ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni bosniaco, Rudo Vidovic. 
Economia
Dal suo crollo, il debito della Repubblica Federale Socialista della Jugoslavia è aumentato di circa cinque volte. Solo la Croazia, Slovenia, Serbia e Bosnia-Erzegovina  hanno un debito di oltre 112 miliardi di euro. Continua così la logica dell'indebitamento, dietro la consulenza del FMI, che non si ferma in questa sua opera di creare la "società del debito". La crisi greca forse non ha insegnato nulla, visto che la Romania si trova sistematicamente di nuovo in questa situazione.
Politica
Il Primo Ministro della Croazia Jadranka Kosor ha accolto con favore l'esito positivo del referendum sloveno sull'accordo di arbitrato, vedendo in esso un segnale che annuncia la risoluzione delle altre questioni aperte  con la Slovenia. Ricordiamo che il referendum tenutosi ieri in Slovenia ha confermato il sostegno all'accordo raggiunto dai Governi croato e sloveno per al costituzione di un collegio arbitrale per decidere nel merito della controversia di confine tra Slovenia e Croazia. A favore dell'accordo ha votato il 51,90 per cento degli elettori, mentre il 48,10 per cento si è detto contrario Si tratta di un risultato parziale, incompleto nonchè preliminare, in quanto i risultati ufficiali saranno resi noti il 14 giugno, quando arriveranno anche i voti dall'estero, che potrebbero così decidere sull'esito del referendum.
Italia-Croazia
Sarajevo - E' stato presentato venerdì a Sarajevo il programma “SEE.NET 2: una rete trans locale per la cooperazione tra Italia e Sud Est Europa”, la cui finalità è quella favorire il processo di integrazione nell’Unione Europea dei Paesi Balcanici. Un progetto che, stando alla nota riportata dal Comitato di Direzione del programma, ammonta a circa 11 milioni di euro, nell'arco del periodo che va dal 2009 al 2012, e che avrà accesso a quanto pare a fondi comunitari di preadesione per la regione dei Balcani. Il  progetto vede il coinvolgimento di molte istituzioni italiane, quali le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Marche, Toscana, Provincia Autonoma di Trento,  assistiti da 14 partner tecnici come  ANCI, ERVET, CeSPI,  ALDA, UCODEP,  insieme ad enti locali dell'Area del Sud Est Europeo  (46 autorità di 6 Paesi diversi: Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia). Della Bosnia-Erzegovina sono coinvolti i Cantoni di Sarajevo, Tuzla, Zenica-Doboj, cantone Erzegovina-Neretva, le città di Mostar e Sarajevo, il comune di Livno, Trebinje, Nevesinje, Sanski Most, Prijedor, Tuzla, Trebinje, Zavidovici, Hadzici, Pale, Travnik, Tarnovo, la Republica Srpska e la Federazione di Bosnia ed Erzegovina, Zenica e la Città Vecchia di Sarajevo.
Economia
La tavola rotonda della conferenza dell'energia nel Sud Est Europeo che si è tenuta in questi giorni a Zagabria, "SEE Energetska Arena 2010", è riuscita a riunire i dirigenti dell'INA, Zoltan Aldott, di Plinacro, Jerko Jelic Balta, il rappresentante russo Boris Medvedev, e il collega sloveno Ales Peternel, che presiede dall'Associazione per gas e petrolio della Croazia. La discussione si è accesa in vari punti dolenti, sopratutto quelli relativi alla rete del gas nella regione balcanica, la cui pianificazione strategica è ancora oggetto di trattative tra i vari Governi.
Intelligence
La crisi greca, che ha dato il gran colpaccio alle Borse europee e alla stessa credibilità dell'Unione Europea, sembra avvicinarsi sempre più alla regione dei Balcani, che già viaggia continuamente sul filo del rasoio. Tutti gli Stati balcanici, anche se ognuno per ragioni diverse, gestisce la propria politica sociale con le casse del tesoro sempre vuote, rinnovando di mese in mese prestiti e finanziamenti presso le grandi banche internazionali ed europee. A fronte dei programmi di credito, le istituzioni finanziarie chiedono tagli alla spesa pubblica continuamente, con riduzione di salari e pensioni, privatizzazioni e concessioni ai privati. Tutte le società pubbliche che gestiscono o possiedono risorse vitali per il Paese hanno un cosiddetto "partner strategico", che nient'altro è il vero proprietario che decide nei fatti la gestione e i piani di investimento.
Politica
Via libera definitivo al referendum per decidere dell'Accordo di arbitrato con la Croazia. E' quanto deciso dalla Camera di Stato, chiamata ad esprimersi sull'organizzazione del referendum per la legge di ratifica dell'Accordo di arbitrato, come strumento di soluzione del contenzioso confinario tra Lubiana e Zagabria. Si andrà al voto il 6 Giugno.
Economia
Dopo l'annuncio della settimana scorsa che la compagnia cinese "Cosco" sarebbe  interessata alla privatizzazione del porto di Fiume, sembra abbia avuto inizio una vera e propria corsa per la privatizzazione della  "Jadranska vrata", azienda che ha in concessione il Terminal di Brajdica fino al 2043 del porto di Fiume. Tra i candidati vi sono nomi illustri, società che tra l'altro  gestiscono i porti di Hong Kong, Singapore, Dubai, Amburgo, Rotterdam, e una serie di terminal portuali situati in tutto il mondo.
Politica
Dopo tante battaglie cade il mito della grande integrazione euro-atlantica dei Balcani, guidata dai valori europei della democrazia.  Oggi tutti gli Stati europei fanno a gara per potersi prendere il merito della concessione dei visti ad albanesi e bosniaci, e così conquistare un posto privilegiato nella concorrenza delle gare d'appalto. Contadini e grandi statisti siedono tutti allo stesso tavolo, sponsorizzati da ex ladri galline e tutti si presentano  come baluardi di democrazia, conoscitori di scienze sconosciute e di finanze creative .